fbpx

LIFEVENTURE ACADEMY

Area Formazione

MODULO 2

Segui i due video formativi di Jacopo Tababelli e Lorenzo Olivieri, i fondatori di CHAKRUNA The Orgasmic Way of Living, con le loro relative mappe mentali degli appunti che puoi scaricare dal link sotto il video.

Meditazione nella Natura il Despacho Andino (A)

Scopri come realizzare il Despacho: Il Mandala Andino che ci riconnette alla Natura.

 

Il Despacho è una delle pratiche più conosciute e popolari della tradizione andina; tutti i depositari degli antichi rituali utilizzano il Despacho, secondo uno stile personale, ed è una pratica comune a tutti i Maestri andini.

Sembra che questo rituale abbia 3000 anni di storia e il suo significato è proprio “dispaccio”, o missiva, cioè un messaggio, una lettera inviata; è conosciuto anche come “pago” (pagamento) o come “offrenda” (offerta).

Si tratta di un rituale di collegamento ed ordinamento armonico tra le forze più profonde componenti l’anima umana (psiche), al fine di generare uno spazio energetico di interazione tra se stessi nella propria totalità e la realtà circostante. L’aprire uno spazio di questo tipo genera, dal punto di vista andino, un movimento di energia fine che, in base al principio di reciprocità (ayni), è inevitabilmente destinata a ritornare all’officiante il rituale e ai relativi partecipanti.

La struttura di base del despacho è è quella di preparare un piatto, una succulenta pietanza da offrire agli Apu (Spiriti delle Montagne), o alla Pachamama, o a Mama Qocha (lo Spirito delle Acque).

La scelta dell’entità per la quale preparare questa offerta dipende dalla necessità per la quale si produce il rituale:

  • se si necessita di un sostegno, di forza, della capacità di generare una nuova realtà, allora si offrirà ilDespacho-in-peru
    Despacho alla Pachamama, la Madre Terra, seppellendolo dopo la sua preparazione;
  • se si necessita di protezione, il despacho verrà bruciato perchè, nella tradizione, si dice che gli Apu si cibino del profumo delle offerte bruciate
  • se si necessita di fluidità o di espansione, oppure della protezione e assistenza di uno spirito delle Acque (un fiume, un lago, o un mare) si porrà semplicemente il despacho sull’acqua stessa.

Gli ingredienti base del despacho sono essenzialmente 3: una croce, ua conchiglia e i Kintu, cioè gruppi di 3 foglie di coca, che per gli andini è la pianta sacra per antonomasia. Durante il rituale è molto importante il soffio; si soffia per tre volte sul Kintu: la prima volta esprimendo l’intenzione di offrire amore con volontà (munay), la seconda di offrire laboriosità (llank’ay) e la terza conoscenza intellettuale (yachay). Si prepara poi un foglio sufficientemente grandee, dopo aver preso la croce (che rappresenta l’elemento maschile) tra le mani, vi si soffia 3 volte invocando la protezione di Wiraqocha e Gesù Cristo.

despacho-2

Poi si prende la conchiglia (cioè il collegamento col femminile, con la Pachamama) e si chiede la forza della Madre Terra, dedicandole anche a lei il Despacho. Si pone la conchiglia all’interno della croce, poggiandole all’interno del foglio di carta. Infine si prendono gruppi di 3 foglie e si soffia su di esse offrendo il Despacho agli Apu. Secondo una particolare disposizione “a orologio”, tutto intorno alla croce e alla conchiglia vengono posizionate le foglie, ognuna in riferimento ai luoghi geografici del posto in cui ci si trova.

Infine si pongono all’interno cotone, frutta, fiori, caramelle e qualsiasi cosa si ritenga opportuna. Il despacho deve essere espressione del nostro sé e l’obiettivo è quello di costruire un mandala, ed è così anche una sorta di pratica artistica.

Secondo la tradizione andina, è possibile realizzare il Despacho in qualunque luogo della Terra, facendo riferimento alle montagne, ai corsi d’acqua, e ai centri abitati della propria collocazione geografica. E in Italia come posso fare senza le foglie di coca? Al posto di queste foglie , si possono usare altre piante sacre della tradizione mediterranea, come l’alloro e l’ulivo.

I Maestri andini dicono di esaminare con molta cura la propria richiesta, e di esprimerla in maniera precisa e definita poiché frequentemente arriva ciò che si è chiesto.Aya+Despacho+++Photo+by+Candace+Brad+-+Copy

Infine dovremo semplicemente chiudere tutto ciò che abbiamo preparato con uno o due nastri, si soffia ancora per 3 volte su di esso e poi, in base all’intenzione espressa lo si seppellisce, lo si brucia o lo si dona alle Acque.

* Il testo è tratto dal libro Il Seme dell’Inca di Roberto Sarti, Edizioni del Cigno 2007

Il Despacho si può realizzare anche nei periodi invernali, utilizzando tutto ciò che in questo periodo la natura ci offre: oltre alle foglie di alloro, che è un sempreverde, si possono unire bacche di vario tipo e, se siete in zone in cui crescono, addirittura fiori che nascono tipicamente di inverno, come il bucaneve, il croco, l’iris, il ciclamino, l’elleboro (o rosa invernale), il crisantemo, la bergenia e il viburno. Anche se non dovessi trovare dei fiori, ricorda che puoi aggiungere qualunque tipo di cereale (grano, avena, riso, mais) ed elemento da tavola, e che l’ingrediente più importante, alla fine, è sempre la tua intenzione.

Ciclamino

Bucaneve

Mappa Mentale del Despacho

Meditazione nella Natura, dalla Giungla (B)

 

L’archetipo dell’esploratore che si perde e ritrova se stesso e le sue radici in una terra lontano da casa è un archetipo che nasce nella notte dei tempi e torna continuamente in film e romanzi.  Quando questo accade davvero nella vita di un essere umano, ha la capacità di trasformare la visione dell’esistenza anche alle persone che vivono con lui. È quello che è successo a Lorenzo, esploratore italiano che vive in Perú per sei mesi all’anno, dove guida con la Compagnia CHAKRUNA gruppi di persone in viaggi spirituali, da loro denominati mistici.
In seguito ad un ritiro spirituale in una remota spiaggia di Panama rimane bloccato per la quarantena, e questa volta al posto delle montagne andine si aprono le braccia di madre selva: la giungla, che lo accoglie e lo strattona per potergli mostrare una nuova direzione, superando così la sua crisi tra mondo digitale e mondo naturale. Una storia vera, capace di insegnarci una via differente e più umana, che ci libera dalla dipendenza digitale e da come i governi mondiali hanno affrontato questa crisi da febbraio a giugno 2020. Il testo termina con tre profonde conversazioni che ci traghettano da quella che potrebbe sembrare un’esperienza straordinaria, ad una realtá che giá esiste, basta ritrovare quel sano contatto che unisce l’essere umano con la Madre Terra.
(Se non l’hai letto puoi ordinare il libro, cliccando nell’immagine qui sopra. con la collaborazione di Vega Roze, Jacopo Tabanelli e Francesco Angelo Rosso)

Mappa della Meditazione dalla Giungla 

 

EnglishItalianPortugueseSpanish