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Continua il racconto della nascita dell’antica Cittadella Inca di Choquequirao, 10 volte più grande di Machu Picchu…se ancora non hai letto la prima parte puoi farlo qui. 

Quella mattina, dopo aver camminato per ben tre ore nell’oscurità della selva alta peruviana, combattendo tra mosquitos, torrenti d’acqua che ostruivano la via, l’umidità e la stanchezza di tre giorni di cammino sulle spalle, arrivammo finalmente all’entrata della cittadella. Eravamo guidati da due cani che si erano uniti a noi negli ultimi chilometri di percorso.

Al momento del nostro arrivo, la porta d’entrata era chiusa, neanche il guardiano era ancora arrivato ed erano già le 7 del mattino (il sito sacro apre proprio in questo orario), per cui decidemmo di registrare un video, per mostrare al guardiano che era in ritardo, e che abbiamo deciso, insieme alla nostra guida William, di aprire noi la porta anche senza il suo permesso. (video qui sotto)

Questo testo (che abbiamo tradotto in tre articoli) è nato dalla storia che la nostra guida mistica William ha condiviso all’arrivo di Lorenzo Olivieri e Stefano Lotumolo nella cittadella, proprio dopo aver registrato questo video. Buona lettura !

La nostra guida mistica William, mentre ci racconta una parte della Storia della Cittadella.

“Ai tempi del regno Inca il sommo sacerdote, che aveva la funzione di maestro, e si chiamava in Quechua “El Villaq Umu” aveva più potere dell’Altomisayoq, del Pampamisayoq, del Paco, dello Sciamano. Infatti era lui che si connetteva con le piante enteogene come ayahuasca, il tabacco, il huachuma, i funghi. Si connetteva con il Grande Spirito e la sua saggezza arrivava da un altro livello, per questo lui era capace di dire al Re e alla Regina cosa fare.

Lui guidava le cerimonie con i popoli che gli Inca incontravano e univano in un solo cammino, un solo impero. Si dice che senza fare guerre rispettavano tutti. Vedremo se questo era così.

Guardate la società attuale, le persone provano ad unirsi in comunità in differenti modi, ma dopo due o tre mesi, si scopre che manca onestà, integrità, luce, non c’è un cammino di verità e quindi manca la lealtà tra i membri delle comunità attuali. 

Nelle comunità attuali, molti cercano solo il proprio interesse, seguendo il proprio Ego. Molti attualmente pensano: “Prima penso a me stesso e poi quello che avanza lo prendi tu, se avanza”. Questa è la cultura estremamente capitalista, che comunque quando è iniziata ha avuto una buona intenzione, quella di condividere “la torta” delle risorse in parti meritocratiche d’accordo alle abilità di ciascuno, ma in questa modalità non esiste etica ed è molto facile per le persone guidate dall’ego di approfittarsi delle risorse e delle circostanze. 

La società andina, è cresciuta creando comunità sotto la guida delle piante sacre enteogene, ed ogni membro della comunità si integrava attraverso cerimonie di iniziazioni spirituali con piante. 

Chi ha fatto cerimonie di questo tipo, sa che sono davvero potenti e ci permettono di trovare una forma di convivenza anche con persone con cui normalmente non riusciremmo a tollerare una convivenza, per le eventuali differenze economiche, politiche, religiose, e le differenze di credenze. Solo con le piante enteogene possiamo lasciare andare davvero l’Ego in questa maniera, abbracciare la Luce e la Verità ed è così che gli Inca sono cresciuti e hanno prosperato. 

Parte dell’espansione del popolo Inca è iniziato dalla selva fino alle Ande e poi verso la costa, proprio perchè molte di queste piante come l’ayahuasca e la loro saggezza, arrivano dalla selva. I primi Re Inca sono stato Manco Qapaq e Mama Oclo, come è stato raccontato anche nel vostro libro Perù Visionario, e hanno fondato l’impero del Tahuantinsuyo.

Ma ora voglio parlarvi direttamente del Re numero Nove, lo chiamavano Pachacutec, che ha consolidato il regno Inca in tutto il Sud America, e da lì il successore, il figlio chiamato Tupac Yupanqui che ha realizzato l’opera di Choquiquerao: è lui che ha ordinato di costruire questa cittadella insieme a Chinchero. 

Ritratto di Tupac Yupanqui

Il suo palazzo a Cusco, era ubicato dove ora è presente la chiesa dei gesuiti nella Plaza de Armas, la piazza centrale di Cusco, tutto questo angolo della piazza era il suo palazzo, che ora comprende anche la sede di un’università e il palazzo di giustizia. 

Questo Re, Tupac Yupanchi da quando era bambino inizia a governare con suo padre Pachacutec.

Pachacutec quando eredita la corona ha un problema molto grande. Gli Inca durante il suo periodo erano in momento di crisi, perchè erano minacciati da un’altra nazione che si chiamavano Los Chankas, nella zona attuale di Abancay, Apurimac e Ayacucho, fino addirittura a Lima, Ica, Paracas e Nazca; erano molto estesi. La nazione dei Chankas arrivava a 2 milioni di abitanti ed erano dei guerrieri che conquistavano terreno attraverso le stragi e la paura: dove andavano facevano piazza pulita, e si muovevano così, senza creare una società pacifica come facevano gli Inca che in quel periodo erano molti meno, non arrivavano a più di 200 mila.  Questi due regni si confrontarono in battaglia. Los Chankas durante il periodo del Re Inca numero Otto, Wiracocha, mandarono un messaggero a Cusco, con la testa decapitata di un altro Re che avevano assassinato. 

A quel tempo il Re Wiracocha era già molto anziano, e cosi passa il trono al successore Ninan Cuyuchi. Una volta che Ninan diventa Re, suo padre si ritira nella cittadella di Juchuy Coscco nella valle sacra, ma Ninan Cuyuchi scappa con los Chankas e lascia l’impero Inca senza una guida. 

In questo momento, le 7 tribù di famiglie reali che formavano il regno dovevano decidere chi era il seguente successore, ed è così che un giovane di 21 anni venne scelto come leader dell’esercito, Cusi Yupanqui, (il significato del nome è Leader Felice, da non confondere con Tupac Yupanqui). Cusi diventa un principe con funzioni differenti e quando prende il potere inizia a visitare differenti regni per creare alleanze e difendersi dai Los Chankas. Lui viene chiamato anche Pachacutec.

Plaza de Armas, Tupac Yupanqui

Plaza de Armas a Cusco. Nel centro si vede la Chiesa dei Gesuiti dove anticamente sorgeva il palazzo di Tupac Yupanqui.

È così che uniscono un esercito di circa 40.000 soldati, che di fronte ai Chankas non era niente. I Chankas inviano i primi combattenti a Cusco ma Cusi Yupanqui preparando bene il suo esercito riuscì a frenare questo attacco e a vincere questa battaglia con i Chankas che ritornano nella loro capitale con la cattiva notizia della loro prima sconfitta in guerra. Allora il leader dei Chankas mandano tutto l’esercito in un solo attacco verso Cusco. Mentre tutti questi soldati vanno verso la capitale Inca, i soldati di Cusi Yupanqui attaccano la capitale del Los Chankas catturando e uccidendo il loro Re, la loro Regina e i loro sacerdoti, così vincono la guerra e Pachacutec diventa a 22 anni il re di tutta una nazione di 2 milioni di persone e l’impero sotto questo re cresce velocemente in meno di 10 anni. 

Con tutte queste nazioni all’interno del regno, Pachacutec inizia a governare utilizzando il principio dell’Ayni, della reciprocità, negoziando il potere con i vari capi delle numerose zone del regno. Questa strategia diplomatica funziona molto bene, facendo crescere così tanto il regno senza guerre e senza nuove stragi. Pachacutec all’età di 40 anni circa ha un figlio e così nasce Tupac Yupanqui, che viaggia con suo padre e lo aiuta a coordinare insieme l’impero per oltre 20 anni, lavorando uniti, ed è così che il figlio apprende molto bene questa filosofia dell’Ayni. 

La stirpe regale navigante che ha creato Choquiquerao 

Esiste una tradizione nell’epoca Inca per la quale il successore del Re doveva costruire i suoi palazzi, piazze e luoghi per creare una memoria nel popolo, delle sue opere e del suo lavoro. Nessuno mai aveva mai raggiunto un regno così vasto e in pace come il Re Pachacutec.

Dopo la morte di Pachacutec nel 1470, il figlio Tupac Yupanqui diventa Re e ordina di costruire la cittadella di Choquequirao che è molto più grande di Machu Picchu, insieme al palazzo di Chinchero per mostrare al popolo che la sua capacità di regnare era molto alta, e che era degno di avere il suo titolo di Re protettore del regno chiamato Sapaq Inti Churi, l’unico figlio del sole protettore del suo popolo. I Re Inca sono sempre protettori, non sono reali che mandano a morire il loro popolo.

Choquequirao è stata costruita per permettere al popolo di essere sicuro che la nazione nemica dei Chankas non rinascesse come popolo nemico, ma come alleati. Qui producevano molti alimenti nelle sue terrazze, per migliaia di persone.

Anche il palazzo di Chinchero è molto interessante perchè è in una posizione in alto dove di solito è molto freddo, e di solito un Re arriva sempre in un luogo dove fa caldo come nella Valle Sacra, però Tupac Yupanqui costruì il palazzo di Chinchero con un altro scopo, cioè l’espansione dell’Impero più in là del continente Sud Americano. Non si sa esattamente come lui ebbe questa idea, però si racconta che in Ecuador nell’isola delle Galapagos, esisteva una nazione che si chiamava Los Cagnaris, ed era una delle poche nazioni che non ha accolto la negoziazione e ha iniziato un conflitto di guerra con l’Inca. Pachacutec combatté contro questo popolo, ma siccome era molto anziano si ritirò, quindi Tupac Yupanqui ricevette la missione di conquistare Los Cagnaris, che vivevano in una zona in altitudine con una vegetazione amazzonica, la “selva alta”, e quindi dove è difficile creare un cammino perché pieno di piante e dall’altra parte c’è l’Oceano e quindi è un luogo protetto da barriere naturali.

Quindi Tupac Yupanqui ha avuto una grande idea, di chiedere alle popolazioni degli Uros, che vivono in case galleggianti nel Titicaca, di creare delle barche per raggiungere questa terra delle Galapagos, ed è così che inizia un viaggio per l’oceano che lo porta proprio in questo arcipelago dei cagnaris, che vengono conquistati e diventano parte del regno Inca. 

Da questa esperienza spedizione e conquista, Tupac Yupanqui riparte e si perde in un’altra spedizione per l’oceano, durante un periodo di quasi 3 anni alla fine della quale ritorna per la parte sud dal Cile. Questa è una leggenda di cui si è parlato molto in passato, fino a quando il professore e investigatore norvegese Thor Heyerdahl nel 1947 compie una traversata simile e scopre un documento che testimonia questa storia: il Dio Kon Tiki (uno dei nomi della divinità andina Wiracocha) avrebbe portato un Re del Sud America fino alla Polinesia. 

Thor Heyerdahl esploratore norvegese

(continua nell’articolo della prossima settimana)