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A metà del mese di maggio 2024, Lorenzo si è  avventurato – insieme ai nostri due amici, il fotografo Stefano Lotumolo e la guida andina William – in pellegrinaggio alla cittadella sacra di Choquequirao: circa 3 giorni di cammino, 30 km all’andata e 30 km al ritorno, salendo e scendendo montagne piene di mosquitos, vegetazione e luoghi magici, a circa 5 ore in bus da Cusco.

Ecco il racconto di questa esperienza e delle conoscenze su questo luogo, condivise da William:

Entrata alla Cittadella di Choquequirao

È stato un viaggio allo stesso tempo stancante e illuminante: arrivati la mattina presto in questa cittadella antica, il nostro amico William ci ha iniziato a raccontare la vera storia della nascita di questo luogo sacro, 10 volte più grande del Machu Picchu. 

Benvenuti alla cittadella di Choquequirao, che tradotto in spagnolo significa “la Cuna de Oro“, cioè la Culla dell’Oro: è la città dorata, che tutto il mondo cercava. 

In questa regione ci sono 2 fiumi importanti: il fiume Apurimac (che significa, il Dio che parla) – che sta proprio sotto la cittadella – era pieno di oro, mentre il fiume Vilcanota che si trova nella Valle Sacra significa il fiume celestiale, perché riflette la via lattea. Questo luogo si connette con molti dei nostri antenati e per raccontare la sua storia dobbiamo fare un viaggio nel tempo di 7000, 8000 anni prima di Cristo e che spiega la connessione intrinseca dell’uomo andino con la montagna. 

Perché i nostri antenati costruivano città così, come ad esempio Machu Picchu? Questa è un’altra città costruita sopra ad una montagna proprio come Choquequirao. Questo ci fa capire dal punto di vista antropologico qual è la connessione dell’Essere Umano con gli elementi naturali. 

La storia ci indica che da quando i primi esseri umani arrivarono sulle Ande e in Sud America, si impressionarono per la grandezza delle sue montagne, e tutti percepivano che queste montagne avevano qualcosa di sacro, soprattutto nella loro sommità. Le cose sacre che avevano in cima erano i ghiacciai, che sono fonti di acqua e vita, per questo le montagne vengono chiamate APU.

Il datore di vita in questa zona è l’APU, perché grazie a questo APU si può avere la vita o la morte, per questo si venera sempre.

Dopo l’APU si ha la connessione con il Sole, per questo costruivano sempre terrazze dove coltivavano che guardano verso l’est, per prendere il più possibile la Luce Solare per l’agricoltura. Quindi la prima visione, più che religiosa è pragmatica, perché qualsiasi essere umano che vive molto tempo in un luogo impara ad adattarsi a questo luogo, e attribuisce una certa divinità a vari elementi, come nel caso del Ghiacciaio dell’APU e al Sole che viene chiamato in lingua Quechua “Tayta Inti” (Padre Sole). 

Altro elemento che l’essere umano occidentale non comprende realmente, è la foglia di Coca. L’uomo andino, cioè l’uomo primogenito, già conosceva la foglia di Coca, ma questa cresce solo nella Selva, a 3 o 4 giorni di cammino da dove siamo ora. Però la scienza dice che la prima civilizzazione è apparsa nella costa del Sud America in Caral.

Il Kintu di Coca

Come potevano queste antiche civilizzazioni avere già la foglia di coca? 

Questo ci fa intendere che già c’era il commercio, lo scambio e c’erano civilizzazioni ancora più antiche che vivevano nella Selva, che erano connessi già con l’Ayahuasca e con la Bobinsana, piante che venivano utilizzate per curare – e ancora vengono utilizzate per questo. Tale conoscenza ancestrale già esisteva sulla costa e veniva condivisa da qui. Grazie a queste conoscenze, l’uomo del Sud America ha potuto evolversi. Per tutti questi 7500 anni di storia, ci sono Civilizzazioni che sono apparse e scomparse con il tempo, come tutte le nazioni del Mondo – niente è eterno – l’impermanenza è permanente. 

Gli eventi catastrofici, le malattie, cambi climatici, terremoti, guerre tra le nazioni, hanno fatto sì che molte grandi Civilizzazioni siano scomparse, e come risultato si siano frazionate in piccole tribù, creando nuove società nel tempo. Alcune delle più antiche Civilizzazioni di questa zona, come Caral, Chavin, Tiwanaku, Nazca e Paracas, erano le civilizzazioni più grandi che esistevano nel Perù e che hanno una portata scientifica, filosofica, spirituale, culturale ed economica che venivano sviluppate come facciamo noi ora – anche meglio. Si estendevano su enormi superfici, avevano le loro lingue, le loro conoscenze, ed è qui che incontriamo la cultura Chavin de Huantar. 

Questa cultura Chavin (in realtà si scriveva Chaupin), ha più o meno 1500 anni prima di Cristo di antichità; queste persone hanno costruito una cittadella però più vicino al fiume, nella base della montagna, ed è qui che hanno trovato il monolito della Stele di Raimondi. Antonio Raimondi è nato a Milano nel 1824 ed è considerato il più importante e famoso scienziato in Perù del XIX secolo. In Perù sorge la più prestigiosa scuola che ha il suo nome, ci sono vie, piazze e statue nominate a lui.

Stele di Raimondi

Raimondi ha scoperto la famosa “Stele di Raimondi” (foto qui a lato), che poi ha portato a Lima e che è considerato il più importante reperto proprio di questa Cultura Chavin. È una scultura in granito di due metri di altezza, rappresentativa di una divinità felina antropomorfa, con piedi e braccia umani, ma con artigli e zanne di giaguaro. Tiene con le mani due cactus di Huachuma, (San Pedro), una delle più potenti medicine andine a base di mescalina che permetteva ai capi spirituali di entrare in connessione con le divinità che onoravano.

È difficile da comprendere, ma la scienza ha scoperto che dentro questo monolite, si rappresentano le costellazioni, specialmente la costellazione della Croce del Sud, quindi il popolo Chavin già aveva molte conoscenze astronomiche. Per l’emisfero sud del nostro pianeta questa costellazione è una vera e propria guida, per tutte le culture che navigano nel mondo da questa parte del pianeta è una vera e propria bussola. E scopriamo che questa civilizzazione faceva uso della medicina del Huachuma, che già veniva utilizzata per i loro culti. 

Disegno della Stele di Raimondi

Anche la civilizzazione Nazca aveva altre credenze, ad esempio loro hanno trovato le linee che molti pensano siano state fatte dagli extraterrestri, ma nessun ricercatore è riuscito a comprendere ancora con sicurezza da dove vengano. Si è scoperto che alcune figure di queste linee di Nazca sono allineate alla cintura di Orione, con la croce del sud e l’orsa maggiore, dell’emisfero nord. Questi studi hanno mostrato che alcune figure e alcuni punti delle linee coincidono con le costellazioni. 

Tiwanaku è un’altra società peculiare. Sono i primi che hanno lavorato e unito la pietra con una grande precisione, quasi 1000 anni prima di Cristo. Nel 1980 un professore, esploratore francese chiamato Jacques-Yves Cousteau ha portato il primo sottomarino nel Lago Titicaca e ha iniziato a investigare cosa c’è lì dentro e ha incontrato 2 cose; muri di pietra della civiltà Tiwanaku e una specie di rana gigante che vive solo sul fondo del lago. Nel mondo andino la rana rappresenta una divinità che è in relazione con la fertilità e la pioggia, per questo è venerata. 

Queste scoperte sono connesse al tempio di Kalasasaya (kala: pietra y saya o sayasta: parete) che si trova en Tiwanaku, in Bolivia. Qui si incontrano strutture di pietre molto antiche con figuri simili a quelle di Chavin e Nazca. 

Wiracocha la divinità che ha dato vita alla Cittadella di Choquiquerao

C’è stata una divinità che è stata condivisa in queste civilizzazioni, stiamo parlando di Wiracocha, che veniva considerato il creatore dell’Universo, anche se queste civiltà non lo chiamavano l’Universo, lo chiamavano Wiracocha, quello che per i cattolici rappresenta Dio, l’Unità. 

In quechua Wira significa “grasso, sebo”, e quindi “energia” e Cocha “acqua”; era il creatore di tutte le cose, e arrivava dalle Acque. 

Il concetto è molto interessante perché in differenti luoghi delle Ande è esistita già questa cosmovisione e connessione spirituale con questo Essere Superiore, e si incontra in tutte queste civilizzazioni, e anche attraverso l’utilizzo della foglia di coca, del tabacco, resti della pianta di Huachuma e in alcune nazioni anche l’ayuahuasca.

Passando quindi moltissimi anni e molti cambi climatici, da queste civilizzazioni molte nazioni si distrussero e come risultato di queste crisi l’essere umano che ha vissuto nelle Ande ha creato la società che noi chiamiamo gli “Inca”, che sono il risultato di più di 7000 anni di evoluzione dell’uomo sud americano, unite in una nazione con molta conoscenza e scienza e che per predizione del destino e per le loro ricerche sono arrivati nella valle di Cuzco dove hanno fondato la loro capitale.

Cusco è un luogo magico e sacro, in una valle con 7 fiumi, quindi con molta acqua, che è molto importante per la sopravvivenza di qualunque società. 

Foto del secolo scorso di una delle vie di Cusco Imperiale

Secondo elemento è l’altitudine: offre un clima temperato, a volte freddo, in cui non ci sono mosquitos, e quindi non ci sono malattie, come la febbre gialla, la dengue o altri morbi. Nella selva ci sono sempre state queste malattie che arrivano dalle zanzare e insetti, come l’ebola in Africa.

Quindi Cusco offriva un luogo libero da queste epidemie e aveva anche molta terra per l’agricoltura, e altro elemento molto importante è che c’erano società e tribù in ogni fiume.

Ora questa civilizzazione la chiamiamo Inca, ma in realtà si chiamavano Los Tawantinsuyanos: Los Tawantinsuyanos arrivano in questa valle con molte possibilità, molta scienza e tecnologia, e quello che hanno fatto è praticare la filosofia ancestrale dell’Ayni. 

Come funziona questa filosofia dell’Ayni?

Se io ho molto da offrire e tu hai bisogno di quello che ho da offrire, creiamo una “squadra” e scambiamo i beni miei con i tuoi, come un baratto, ma molto più connesso ad una filosofia umana di scambio reciproco, perché non si condividevano solo i beni, ma anche le scienze, la filosofia e le credenze, creando così una società basata sull’Ayni, cioè sulla reciprocità, che è parte della filosofia andina.

Per questo nelle comunità andine, anche se non ti conoscono, sempre ti salutano offrendoti qualcosa come benvenuto, un letto, acqua, delle patate, ti offrono sempre qualcosa senza chiedere nulla in cambio. È molto differente della società occidentale, che dice: se hai denaro ti do qualcosa, se non hai denaro non ti do nulla, quindi in occidente si va all’estremo opposto.

L’Ayni è il segreto di come questa società andina si è integrata ed è diventata forte, raggiungendo un buon equilibrio e poco a poco la civilizzazione del Tawantinsuyo è iniziata ad emergere nel secolo XI dopo Cristo.

Così inizia la dinastia dell’Impero Inca / Tawantinsuyo con il passare del tempo espande la sua filosofia, credenze, conoscenze, saggezza delle piante, architettura, ingegneria, tutta questa scienza, incluso la medicina si sono evolute in una maniera molto ampia. 

Bandiera del Tawantinsuyo nella Piazza di Cusco

Ad esempio, quando arriverete qui a Choquequirao, vi renderete conto che se arriverà qui un ingegnere o architetto moderno che costruisce città moderne della nostra era, lui vi dirà che sarebbe impossibile costruire qualcosa quassù, perché il suo punto di vista non abbraccia tutto questo, non riesce a visualizzare come costruire in maniera cosi armonica con la natura, non può comprendere.

La forma per andare al di là della visione fisica, qui è attraverso delle piante medicinali “enteogene”,

che ti aiutano a creare una connessione con la terra, con la montagna, con l’acqua, con il vento, con il sole e ti permette di costruire in armonia anche quassù creando un’unità senza conflitto con la natura.

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