I Misteri di Bugarach – Sul Sentiero del Catari, Parte 2

Categorie: Francia Visionaria | Autore: Maria Elena

Nel viaggio dal 5 al 12 luglio nella Francia Visionaria – sul sentiero dei catari , andremo ad esplorare la Montagna Sacra di Bugarach, dove i “puri” vi trascorrevano un anno di iniziazione prima di accedere alle grotte sacre delle quali parlerò nel prossimo articolo.


Bugarach è una montagna ricca di miti e leggende.

Prima di tutte quella dei folletti Bugh e Arach (clicca qui per leggere la storia) da cui prende il nome.

Alta 1230m e situata nella regione della Linguadoca francese, è stata anche un palcoscenico di ricerche, avvistamenti e misteri irrisolti. Considerata uno dei chakra della terra, è a soli 3 km dal Meridiano 0 e viene chiamata dagli studiosi una “montagna al contrario”, a causa delle sue origini dovute allo scontro di due placche: quella iberica con quella europea, dando così origine alla catena dei Pirenei. Una cosa è certa: la geologia del luogo e la concentrazione di minerali ferrosi come il rame, l’oro, l’uranio o il cobalto possono scatenare delle perturbazioni magnetiche e vibratorie. Per tale motivo gli aerei non possano sorvolare la zona, si dice infatti che i radar impazziscano e che gli strumenti elettronici vadano spesso in panne.

Partendo dal villaggio di Bugarach, si percorre una foresta, dopodiché si può scegliere se giungere fino al Pech, ovvero alla sommità della montagna, come abbiamo fatto insieme a Jacopo e Allegra a maggio scorso.

Dalla cima è possibile vedere tutto il panorama di una zona dove ancora oggi regna indiscussa la natura: infatti due guide del posto ci hanno vivamente sconsigliato di percorrere quei sentieri in caso di maltempo.

Personalità da tutto il mondo hanno trovato ispirazione in questa montagna, come ad esempio Jules Verne nel suo libro “Viaggio al centro della Terra” (1864).

Si dice infatti che il vulcano spento del Pech sia pieno di cuniculi, grotte, caverne e sentieri sotterranei. Che si sia trattata soltanto di un’immaginazione da parte dell’autore?

Le ricerche di Daniel Bettex:

Lo speleologo svizzero Daniel Bettex era un appassionato di tradizione catara. Secondo le sue ricerche, Daniel aveva scoperto una serie di canali sotterranei che conducevano a un fiume al di sotto della montagna. Egli aveva infatti scattato delle fotografie di alcuni graffiti in una grotta, graffiti che a suo parere erano di origine catara e potevano avere un rapporto con le leggende legate al Tesoro di Gerusalemme ,portato lì dai visigoti. Secondo la leggenda l’Arca dell’Alleanza, una delle più sacre reliquie bibliche insieme al Santo Graal, farebbe parte di queste ricchezze. Che sia un caso che il nome Bugarach sia anche associato a “Bourg de l’Arche”, ovvero il Borgo dell’Arca?

Secondo Bettex la montagna nascondeva un accesso a un mondo sotterraneo che sarebbe stato ostruito (egli riprendeva infatti il mito di Agartha, la città sotterranea) e il fiume da lui scoperto era navigabile e avrebbe permesso l’accesso verso altri luoghi… Il 9 febbraio1988, tre giorni dopo aver sostenuto che un tesoro era stato nascosto sotto la montagna e che ben presto lo studioso avrebbe fatto una scoperta incredibile, Bettex morì in circostanze misteriose. La sua collega L. Julien provò a continuare le ricerche qualche mese dopo con l’aiuto della Società del Ricordo e degli Studi Catari e contattando anche il Ministero della Cultura. La risposta fu netta e concisa: “È severamente vietato a chiunque di riprendere tali ricerche e di scavare nella montagna di Bugarach.” Il tunnel scavato da Bettex venne quindi ostruito e cementato.

Per concludere i misteri legati alla montagna Sacra non potevano mancare gli avvistamenti ufo:

si dice che il regista Steven Spielberg, trovò qui l’ispirazione per il suo film “Incontri ravvicinati del terzo tipo” dopo aver ascoltato il racconto di un abitante del villaggio di Bugarach, ora scomparso ,che sosteneva di aver visto delle navicelle aliene. Durante gli anni si susseguirono infatti numerosi avvistamenti di oggetti non identificati e i video di altri avvistamenti continuano a aumentare nella rete.

Quello che è certo, è che Bugarach resta una meta da visitare e che il suo campo magnetico attira ancora viaggiatori di tutto il mondo alla ricerca di storia, misteri, miti, leggende, tesori, per condurli, come è successo a noi, sul sentiero dei Catari… (continua)

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Maria Elena Gattuso

Dopo una laurea in Comunicazione Linguistica e Multimediale e un diploma al Teatro Metastasio di Prato, una marcia sulla via francigena l’ha condotta in Aquitania , dove ha terminato i suoi studi al Théâtre du Jour e fondato la compagnia italo-francese PerBacco, che produce spettacoli, corsi e laboratori teatrali. Attualmente si occupa di regia, scrittura teatrale e interpretazione, gestisce due scuole di teatro, una in Francia e una a Firenze e organizza stage e incontri tra gli allievi dove la lingua non è una barriera; creando e affinando un “metodo quantico” per il teatro, basato sullo scambio di energia tra attore e spettatore e tra attore e partner. Ha inoltre conseguito il diploma della scuola di pranopratica metodo Vasile. Da anni si interessa alla ricerca personale e ai viaggi mistici.  Varie sincronicità l’hanno condotta sul sentiero dei Catari e dopo il viaggio in Perù con Lorenzo e Jacopo di Chakruna, questo progetto ha finalmente potuto prendere vita.

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