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L’anno scorso, di ritorno dal mio Tour in solitaria verso la Bolivia, avevo il sogno di visitare uno dei luoghi più misteriosi e affascinanti dell’arco andino: il sito archeologico di Tiwanaku (o Tiahuanaco). Ancora poche persone hanno sentito parlare di questa città scomparsa, che è stata culla e capitale di una delle più antiche e fiorenti culture precolombiane.

E così, ho preso un “colectivo”, un pulmino che da Desaguadero, una cittadina di frontiera col Perù, si dirige verso La Paz e si ferma proprio a Tiwanaku. Il sito si trova ad alcuni chilometri dal Lago Titicaca, a circa 3800 metri di altitudine, e viene chiamato anche “Città di Pietra”, in virtù delle grandi costruzioni realizzate con questo materiale. Nei racconti locali si dice che in un lontano passato l’imperatore Pachacutec fosse rimasto ammaliato da tanta magnificenza, e già allora non ne rimanevano che delle rovine!

Da lontano si nota una grande collina di terra bruna, e avvicinandosi si scopre che questa collina in realtà cela una grandissima piramide a gradoni, simile a una ziggurat babilonese. Solo una parte della collina e del sito sono stati riportati alla luce e molto deve ancora essere riscoperto.

Sicuramente Tiwanaku è stato un grande centro cerimoniale. I ritrovamenti che più affascinano, sono le Porte. La maggior parte di queste sono a terra, abbattute. La più famosa è la Porta del Sole, ricavata da un unico blocco di pietra (andesite), sul quale sono incisi dei rilievi di una bellezza e precisione unici. Il rilievo centrale rappresenterebbe una divinità, il “Dio dei Bastoni”, una figura con due scettri a forma di serpente e attorniata di altre 48 figure alate, alcune con volto umano e altre con volto di condor.
La Porta del Sole venne chiamata così perché il Sole in primavera sorge esattamente sopra la parte centrale della porta. Secondo alcuni studiosi anche le 48 figure rappresentino un calendario che sarebbe servito a determinare altri rifrimenti astronomici.

Un altro simbolo di questa città perduta sono gli “obelischi”, i Totem; il più famoso è il monolito Bennet, scoperto dall’archeologo americano Wendell Bennet nel 1932. Questo rappresenta una divinità o un personaggio divinizzato, con una corona e una cintura cerimoniale e che porta due oggetti nelle mani;

questa figura evoca in qualche modo i monoliti della civiltà dell’Isola di Pasqua, con la quale, secondo alcuni studiosi, sembra ci fossero dei contatti. Questo monolito è alto oltre 7 metri e pesa circa 20 tonnellate!

Inizialmente non capivo come mai la città fosse stata costruita ad alcuni chilometri dal lago e non direttamente sulle sue sponde, finché non mi fu rivelato che deve esserci stato un cataclisma (o più di uno), che ha fatto arretrare il lago di circa 30 chilometri, ha demolito templi, strade e piazze e ha seppellito gran parte del sito sotto una coltre di fango che in alcuni punti è arrivata a 20 metri.

E’ un’esperienza unica entrare nel recinto sacro, riscoperto negli ultimi decenni e vedere questi monumenti riaffiorare dalla polvere del tempo, mentre li interroghiamo ed essi a loro volta, ci interrogano.

La scienza ufficiale data il sito tra il 1500 A.C e il 200 D.C., ma gli studi effettuati da alcuni archeologi fanno propendere per una data antichissima, secondo cui il complesso sepolto di Tiwanaku potrebbe risalire a 12000 anni fa: in questo caso sarebbe uno dei siti più antichi al mondo.

Chi lo ha costruito? Coma facevano a conoscere dei metodi così raffinati di costruzione e lavorazione della pietra? Quale cataclisma ha provocato l’arretramento del Titicaca e una colata di fango sul sito? Chi sono i personaggi rappresentati sulle sculture e sui bassorilievi? E come mai questo luogo abbandonato evoca un senso spirituale ed energetico fortissimo, come quello sperimentato da me in prima persona?

Sono troppe le domande ancora insolute. Tutto ciò che posso fare, insieme a Lorenzo, è di invitarvi nel prossimo Viaggio nella Bolivia Visionaria dove faremo tappa a Tiwanaku, per riscoprire, vivere e provare insieme a dare risposta a uno dei più affascinanti ed enigmatici siti della storia di questo Pianeta.

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