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All’Isola del Sol Lago Titicaca (Bolivia)

 

Ecco il racconto post viaggio in Perù di Flavia, esploratrice del Perù.

L’unica regola del viaggio é: non tornare come sei partito.

Viaggiare in Perù: la cosa più importante che ho imparato 

Ciò che ho imparato dopo un viaggio in Perù é che la cosa più importante che avete non è la prima che vedete ma l’ultima, quella seppellita sotto le macerie di ciò che è crollato in voi, le speranze, i sogni, il sentirsi realizzati, ditemi, quante volte al giorno vi sentite felici?

Ma felici veramente…

 Siamo tutti arresi e tiriamo a sopravvivere, pensando che domani se saremo fortunati succederà qualcosa che ci renderà felici, ma la vita è oggi e domani sembra sempre troppo lontano, così perdiamo lucentezza.

Bisogna iniziare cercando la cosa più importante che avete, la dovete dissotterrare, il fatto è che non si sa mai da dove iniziare, dove cercare, ma soprattutto cosa cercare.

Ci sono degli indizi che possono indicarvi la via, gli indizi sono nel vostro cuore, dietro le paure, dovete eliminare quel velo che vi si pone avanti agli occhi e vi fa sentire impotenti, perché siete voi che scrivete la vostra vita, giorno dopo giorno, dovete iniziare a cercare e dovete farlo in due luoghi principalmente:

Sul Cammino verso il Machu Picchu

 

Sul Cammino verso il Machu Picchu

Il primo dove il cuore vi dice che state male, li spesso ci sono maschere dietro le quali non avete guardato, avete visto un mostro e lo avete rinchiuso, ma quel mostro non è cattivo, quel mostro voleva solo dirvi che stavate richiudendo il vostro istinto, spesso questo accade quando si è piccoli e gli adulti ti limitano, ti fanno credere che devi adeguarti, e cosi oggi vivi una vita che non è la tua, ma il riflesso delle paure passate dai tuoi genitori, il mostro si maschera da rassegnazione e da realtà, ma non è vero, se avrete il coraggio di levargli la maschera farete scoperte sorprendenti.

Una volta vista l’ origine del tuo male lui ti darà una chiave per ringraziarti di averlo liberato ed ascoltato, il dolore voleva solo questo, essere ascoltato, portava un messaggio, e ora con quella chiave devi aprire la porta più spaventosa in assoluto: quella della felicità, questo è il vero demone, è stata così categorizzata che sembra inarrivabile, l’ abbiamo nascosta in luoghi che pensiamo di non poter raggiungere se non dopo un estenuate lavoro di sacrificio, così non pensiamo più a lei, immaginiamo che arriverà solo un giorno, domani, nel futuro.

 

Sul Cammino verso il Machu Picchu

Ma se andiamo da lei oggi e ci parliamo ci accorgiamo che la vediamo così lontana solo perché abbiamo paura di lei, pensiamo che oggi non possiamo essere felici con quello che abbiamo, ma se parlate con lei vedrete che anche lei ha un messaggio, vi chiede solo di tornare a credere in lei da oggi.

Moray

 

Così felicità e dolore insieme diventano un mezzo di trasporto, dolore è freno e felicità acceleratore, per sfruttare questo movimento e andare a cercare la cosa più importante che abbiamo noi dobbiamo spostare il nostro baricentro dal pensiero nella testa alle emozioni che nascono nel nostro strato più profondo, dunque,

Sapete qual è la cosa più importante che avete nella vostra vita e che vi è stata tolta quando eravate piccoli? 

La libertà di scegliere, di scegliere di essere liberi!

Quel giorno inizierà la vostra vera vita, dove sarete voi gli unici padroni e dove in nessuno spazio vi sarà più negato l’accesso, e quando sarete liberi di muovervi ogni paura cadrà alle vostre spalle e voi sarete voi stessi come mai nella vostra vita, felici come non siete mai stati.

Questo io auguro a tutte le persone, compresa me!

I Sacri Cactus San Pedro nel Giardino della Wachumera Lesley Myburgh

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