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La parola Sciamano non è una parola tipica del Sud America, ma deriva da “Saman” parola della lingua Siberiana tungusa, che viene utilizzata per indicare: “Colui che conosce, colui che sà”.

Come ha raccontato Jacopo nel Mystic Sunday Podcast, anche in sanscrito c’è una radice simile con il termine “Sramana”, che significa “uomo ispirato dagli spiriti”, cioè un guaritore, un mediatore, tra il mondo dei vivi e il mondo degli spiriti, è un ponte che è capace di operare in uno stato di coscienza ampliato e può influenzare il corso degli eventi.

Luis Quispe, uno dei nostri maestri, Pampamisayoq Andino. Foto di Stefano Lotumolo

Sappiamo che quando riprendiamo il nostro potere personale, creiamo il nostro mondo e la nostra realtà, così fa lo Sciamano.

Da questa parola Sciamano, deriva poi lo Sciamanesimo o Sciamanismo, che è una pratica spirituale considerata anche religiosa da alcuni popoli, diffusa in tutti i continenti e che effettivamente indica la connessione che l’Essere Umano ha con le forze della natura e del cosmo.

Abito e tamburo di uno Sciamano Siberiano, dalla mostra “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” a Trento, curata dall’antropologo Sergio Poggianella.

Come si inserisce la parola Sciamano in Sud America ?

Nel mondo andino nel Sud America, uno dei principi essenziali della Cosmo Visione o Cosmo Vivencia, cioè il modo di vivere dei popoli andini è la connessione con i differenti mondi di quella che viene chiamata la PachaMama.

In Sud America, non si utilizza molto la parola Sciamano (che come abbiamo visto arriva dalla Siberia), ma si utilizza il termine Curandero, colui che cura ed è il mediatore tra i 3 mondi della Cosmovisione Andina, Uku Pacha, Kai Pacha e Hanax Pacha.

Noi, essendo connessi maggiormente con le Ande, all’interno del libro Perù Visionario, abbiamo raccontato tramite interviste a saggi e curanderi andini, abbiamo approfondito questa tematica.

Quali termini ci sono sulle Ande che indicano lo Sciamano?

Sulle Ande, ci sono termini differenti per specificare lo Sciamanesimo: in questo caso parliamo di due tipi di saggi, due figure andine che nel popolo Quechua sulle Ande vengono chiamati, Pampamisayoq e Altomisayoq.

Don Matias, padre di Luis Quispe, Pampamisayoq durante una limpia sulle montagne andine a Lorenzo Olivieri

La parola Pampamisayoq, arriva dalle 2 parole Quechua, Pampa (Il Suolo) e Misa (Altare). Attraverso le pratiche di questo uomo saggio che sono strettamente legate alla terra, può curare malattie fisiche collegate alla terra attraverso offerte, letture delle foglie di coca ed è al servizio dell’Essere Umano per curare attraverso tutto quello che arriva dalla Terra.

L’Altomisayoq ha un potere superiore rispetto a quello del Pampamisayoq, perché è connesso con il cielo (il prefisso “Alto”, lo spiega): infatti accede a questo livello chi é stato colpito, per ben due volte da un fulmine, camminando sulla montagna. In questo modo ha ricevuto questo potere di connettersi con le alte sfere.

Alcuni esempi degli Sciamani che conosciamo sulle Ande

Ad esempio, uno dei nostri amici curanderi, Tayta Kamaski, (che se hai letto il libro Perù Visionario conoscerai), si considera un Ichuri Hampiq (Ichuri è la paglia con cui si costruiscono le scope sulle Ande, mentre Hampiq significa medicina), quindi dalla lingua Quechua significa “colui che porta la medicina della purificazione”, della limpieza, come la chiamano sulle Ande. E proprio lui ci ha presentato un Altomisayoq che è stato colpito per ben 4 volte da un fulmine e questo gli permette, attraverso le sue pratiche di interagire con le energie delle stelle: il suo altare (Misa) è pieno di pietre a lui sacre, che prendono vita, grazie alle energie divine del cielo.

Quindi queste 2 figure andine, sono strettamente connesse tra di loro, perché il primo, il Pampamisayoq è sempre pronto a correggere il cammino del secondo, attraverso le divinazioni e le letture delle foglie di coca, mentre il secondo, l’Altomisayoq sostiene il primo con la connessione con le sfere superiori, attraverso ad esempio i sogni premonitori e anche gli insegnamenti che arrivano dagli spiriti delle montagne, gli Apu.

Questi 2 saggi, si connettono agli Apu attraverso l’offerta (con frutti e fiori della terra) che viene portata dal paziente che ha bisogno di un consulto o una guarigione. Parlano praticamente con questi spiriti, gli Apu, che incontrano durante i loro pellegrinaggi sulle montagne.

Una delle esperienze sciamaniche più potenti che abbiamo vissuto

Lorenzo Olivieri, ha vissuto davvero un’esperienza di questo tipo: “ho avuto l’onore e l’onere di conversare realmente con lo spirito delle montagne che circondano la Valle Sacra dove vivo, è stata un’esperienza che ha cambiato la mia vita. Questo spirito si è manifestato in una persona e attraverso l’Altomisayoq si interagisce con questi spiriti che sono lì per aiutarti e per condividere la loro saggezza con il paziente o consultante”.

Questi spiriti, sanno di cosa ha bisogno l’Essere Umano per la sua evoluzione. “Questa è l’opportunità che ho avuto grazie a Kamaski e al suo caro amico Altomisayoq; durante i viaggi mistici ne parliamo spesso di queste esperienze”.

Ci sono molti libri che parlano di queste esperienze, che un pò mitizzano la figura del Curandero e dello Sciamano, come ad esempio i libri di Castaneda, mentre in uno dei libri di Elizabeth Jenkins – Il Ritorno dell’Inka, che ci ha ispirato durante il nostro primo viaggio iniziatico nel Perù Visionario, si racconta proprio di questa esperienza di connessione con gli Apu, attraverso un Altomisayoq.

È davvero interessante poter conoscere e approcciarsi attraverso i libri con queste figure, per poi vivere nella realtà delle esperienze che sono capaci di cambiarti la vita in meglio, come accade durante i seminari itineranti che chiamiamo viaggi mistici.

La famiglia Quispe, Pampamisayoq Andini: Foto di Stefano Lotumolo, durante una “ofrenda” a Madre Terra.

Le tipologie di pratiche sciamaniche dei curanderi andini

Le pratiche dei nostri cari amici Curanderi andini sono diverse tra loro, ed essendo pratiche esoteriche è giusto anche preservarle e non raccontarle, perchè perderebbero la loro forza; con questo articolo stiamo provando a fare qualcosa di molto complesso, cioè  far capire alla mente occidentale il ruolo dello Sciamano.

Le tipologie di pratiche che permettono di “ripulire” i differenti corpi dell’essere umano, sono basate sia sull’utilizzo di piante enteogene, che su rituali ancestrali con il tamburo che permettono alla forza della natura di interagire con l’essere umano. I nostri amici curanderos sono capaci, attraverso queste pratiche, di aiutarti a fare una vera e propria psicoterapia in una notte, quando con le pratiche classiche non basterebbe un anno.

Grazie a questi “Sciamani” che si connettono con gli spiriti della natura, la “sanazione” avviene in maniera radicale. Se l’essere umano è pronto e si prepara a queste esperienze con cura e fede, si ha quindi l’opportunità di sanare problematiche legate alle emozioni, alle nostre relazioni, al nostro corpo, agendo direttamente nel nostro spirito.

I nostri amici curanderi andini, non amano ne essere chiamati maestri né essere chiamati sciamani. Grazie alla loro umiltà si permettono di “farsi nulla e farsi tutto”, e anche attraverso il canto e la voce, canalizzando il Suono Ancestrale, si ha la possibilità di purificare i nostri corpi energetici e fisici.

Il modello di guarigione di uno dei nostri amici curanderi andini

Uno dei loro modelli di guarigione, raccontato sempre nel libro Perù Visionario dal Maestro Kamaski, attraversa 3 passi: Accettare, Liberare e Ringraziare...una pratica così potente e semplice permette di liberarsi dalle più importanti problematiche che ciascuno di noi si porta dietro dalla vita passata.

Altre tipologie di pratiche che facciamo durante i viaggi mistici, sono i pellegrinaggi nei luoghi di potere, che permettono di radicare questi cambiamenti nel nostro corpo e portare questa trasformazione per sempre nella propria vita. Dal momento che si vive questa trasformazione, che possiamo chiamare anche iniziazione, la portiamo per sempre nella nostra vita, aiutandoci a cambiare sia la nostra vibrazione che quella delle persone intorno a noi, e così tutto cambia.

A cosa equivalgono le pratiche Sciamaniche nel mondo occidentale?

Ci ricordiamo quando uno dei nostri primi maestri, Italo Cillo Rishi, che abbiamo seguito dal 2010 fino alla sua dipartita nel 2017, negli ultimi anni della sua vita, si era aperto al mondo dello Sciamanesimo Amazzonico, ci disse: “Lavorare su di noi, con alcune sessioni di sciamanesimo peruviano che durano pochi giorni, possono equivalere a 5 anni di psicoterapia classica o 10 anni di meditazione.’

Effettivamente, la potenza di questo tipo di lavoro sciamanico è veramente enorme.

Un’altra nostra maestra, Lesley Myburgh di origine sudafricana che vive da oltre 30 anni in Perù che è diventata una Wachumera, ci insegna l’importanza di diventare Sciamani di noi stessi, cioè riscoprire il nostro potere interiore di autoguarigione e di saperci connettere con le forze della natura e poter quindi, conoscere se stessi e i principi spirituali del cosmo con cui connettersi e rientrare nel proprio potere personale.

Va bene avere dei maestri e degli sciamani a cui chiedere aiuto, andare da persone che consideriamo “più avanti di noi” nel nostro cammino di vita, perchè ci possono aiutare a fare dei passi in avanti ed evolvere, come è stato per noi…ma arriverà un momento da cui è importante assumersi la propria responsabilità di scoprire ed espandere il proprio potere di auto-guarigione, donando i propri talenti al prossimo, mettendosi al servizio.

Quindi è necessario non rimanere sempre e solo degli allievi, ma a nostra volta è necessario condividere le esperienze, pratiche e conoscenze che apprendiamo nel nostro cammino, e quindi diventare in questo contesto Sciamani di Noi Stessi, cioè coloro che sanno e che donano questa propria conoscenza al prossimo.

I maestri secondo noi, sono quelli che ad un certo punto, ci insegnano a camminare con le nostre gambe… i migliori maestri sono quelli che formano altri maestri e che non tengono legati a sé per tutta la vita gli allievi.

Diventare autonomi, indipendenti nell’esplorazione della propria connessione con il cosmo, attraverso i propri talenti che si risvegliano automaticamente grazie a queste pratiche, ci permette di esprimere nel mondo il nostro scopo animico, come è stato per noi aiutando le persone nella Lifeventure Academy.

Come diventare sciamani di noi stessi

Certo, è fondamentale all’inizio lavorare su stessi per risvegliare sé stessi e le proprie potenzialità, ma è ancora più grande – come dice uno dei più grandi maestri di Lorenzo, cioè suo nonno – non pregare solo per noi stessi, ma farlo per tutti, per chi ci circonda. Questo ci rende partecipi di questo Cosmo Vivente nel quale camminiamo e danziamo tutti insieme.

Pregare, come dice il nonno, aiuta a tutti intorno a noi ad evolvere…in questo caso la preghiera andina è differente da quella occidentale, nel senso che è molto più pratica, in cui si sta in contatto sia con la terra che con il cielo, come dicevamo riguardo alle due figure di saggi andini.

La connessione con la terra e il cielo è quella che ci permettiamo di attivare grazie all’incontro e alla pratica insieme ad uno sciamano, che – come abbiamo riassunto – ci aiuta a diventare sciamani di noi stessi e quindi di attraversare il percorso della vita da soli e accompagnare gli altri a fare lo stesso, in un cammino di autoguarigione: questo è quello che facciamo con la Compagnia di Viaggi Mistici Chakruna Way of Living.

p.s.

Le foto dell’articolo sono del fotografo professionista Stefano Lotumolo. La foto in copertina è stata fatta da Lorenzo Olivieri, in visita alla mostra “Sciamani. Comunicare con l’invisibile” organizzata da 3 musei, il MUSE, il MART e il METS di Trento, e curata dall’Antropologo Sergio Poggianella.