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Varcare il confine del Perù sul Lago Titicaca e mettere piede in Bolivia è come uscire da una porta dimensionale per entrare in un’altra, ancora più particolare e intrigante da decifrare per noi europei.

Ma partiamo dall’inizio…

La scorsa estate  sono partito in solitaria due settimane prima del gruppo, desideroso di esplorare nuove terre a Sud del Perù. Lesley, la nostra amica esperta di piante sacre e medicine naturali andine, che ci ospita nel suo “Hostal” La Casa de la Gringa, mi ha accolto a Cusco con il suo caldo benvenuto; mi ha invitato a iniziare il soggiorno in Perù con una Cerimonia Sacra andina. (Se vuoi scoprire cos’è e vuoi vivere questa esperienza, clicca qui, Lesley sarà in Italia il 2 Settembre per vivere insieme questo rituale).

Riposare, scrivere e meditare nella sua casa affacciata sul sacro sito di Saksayhuaman e sul Tempio della Luna (foto sotto), sono stati momenti di grande carica per il viaggio che mi attendeva. Quel luogo è veramente unico: le genti che lo abitarono conoscevano le energie della Natura, dei Numi tutelari* e dei loro stessi corpi in maniera così profonda e consapevole che plasmarono in modo attento e sapiente le rocce grigie, lucide e piene di millenari racconti.

Questi luoghi ora sono “un libro aperto”, accessibile a chiunque conservi quelle conoscenze arcane. Così è per il nostro amico Pedro, curandero di antico lignaggio che vive al limitare del parco. Chi invece procede in quei luoghi ignaro dell'”antigua sabiduria“, dell’antica saggezza, rimane magneticamente attratto da qualcosa che non esattamente cosa sia, come avvenne a me durante il primo viaggio con Lorenzo nel Febbraio del 2015.

Dopo 3 giorni di acclimatamento, ho preso l’autobus verso la città di Puno e la Bolivia, attraversando infinite distese di campi e per poi immergere finalmente il mio sguardo curioso e assetato sguardo nel blu del Lago Titicaca.

Appena passato il confine, ci si accorge subito che la Bolivia è un Paese più selvaggio del Perù; la gente è

più chiusa e scorbutica rispetto a quella accogliente e sorridente di Cuzco; è come se fosse protesa a difendere lo spirito della propria terra, come già fanno dalle multinazionali e attraverso “la legge della madre Terra”, che tutela la Natura come fosse una vera e propria persona fisica.

Nei precedenti articoli abbiamo raccontato delle isole del Lago Titicaca e di Tiwanaku (su Tiwanaku e la sua civiltà trovi l’articolo qui); scendendo ancora più a Sud sono arrivato a La Paz. Una città appollaiata tra i 3100 e i 4000 metri di quota, che si può esplorare dall’alto attraverso le nuove e modernissime teleferiche che la attraversano, e che stridono con le sue case marroni e molto spoglie.  La Paz è una delle 3 città più festaiole al mondo, e in molti angoli della città si svolgono manifestazioni con balli, canti e gioiose mascherate.

Questa città ha qualcosa di indescrivibile: festoso e malinconico al tempo stesso, misero e rigoglioso. Si percepisce, come in come in gran parte di quest’aerea del Latino-america, una profonda fede, un radicamento profondo alle tradizioni, e una spiritualità viva e pulsante. Forse vivere a queste altitudini, avvicina gli uomini ai mondi divini…

Lasciata La Paz, ho iniziato a percepire qualcosa di strano: più scendevo a Sud e più sentivo che si stavano infrangendo dentro di me limiti e barriere; avevo la stessa sensazione di quando si inizia a nuotare al largo, con la scarica elettrica dell’entrare in acque sconosciute e la sensazione che ogni bracciata mi allontanava da dove ero e da ciò che ero; stavo entrando in una nuova dimensione…

 

*i Numi Tutelari sono gli Spiriti o divinità protettrici di boschi, acque, città o famiglie

(puoi leggere la seconda parte del racconto cliccando qui)

 

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