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Lasciata La Paz, direzione sud, mi sono immerso nel lato più selvaggio e avventuroso della Bolivia. Superata la città di Oruro il paesaggio inizia a cambiare e diventa una tavola di steppe: ci si muove in un altipiano a 3600 metri di quota!

Dal finestrino del bus fa capolino qualche monte a forma di cono, che il conducente indica come vulcani, segnano il confine con il Cile. All’alba arrivo nella cittadina di Uyuni. Appena si scende dal bus il freddo è intenso e sembra di entrare in una moderna cittadina del far west: la sensazione di essere ai confini del Mondo si intensifica ancora di più.

A due passi da qui inizia il deserto chiamato Salar de Uyuni: un enorme deserto di sale, uno dei più grandi al mondo. Dopo el Desayuno, cioè la colazione, mi avventuro in Jeep insieme a una guida all’interno del deserto. Una interminabile distesa bianca: sembra di essere atterrati su un pianeta perennemente ghiacciato. In realtà questo candore è dato proprio dal sale. Si stima che il Salar contenga 10 miliardi di tonnellate di sale, e sia formato da 11 strati, ognuno dei quali varia dai 2 ai 10 metri. Lo strato superficiale ha uno spessore di (soli!) 10 metri.

La guida mi racconta che 40.000 anni fa, faceva parte del lago Minchin, un gigantesco lago preistorico che si è prosciugato, dando vita a due deserti di sale (Salar de Uyuni e Salar de Coipasa) e due laghi (Poopò e Uru Uru).

La jeep corre veloce sulla terra bianca e il cielo è veramente terso, di un azzurro incredibile. Devo mettermi una crema idratante e solare: questa è la stagione secca e da tantissime settimane non piove. Fare le foto qui con i compagni

di viaggio è proprio divertente: lo sfondo bianco elimina la prospettiva e si possono creare dei giochi illusionistici veramente singolari 😉 . (vedi foto)

In alcune zone sono centinaia i mucchi di sale allineati: circa 250.000 tonnellate vengono estratte ogni anno, soprattutto per il fabbisogno boliviano.

A Novembre inizia la stagione delle piogge, e il Salar si ricopre di un sottile strato d’acqua. Tutto ciò crea un effetto unico al mondo, per cui per miglia e miglia hai il cielo, le nuvole e i tramonti sopra di te e sotto di te.

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In lontananza vedo una collina, che a Novembre con le piogge diventa un’isoletta: è l’Isla del Pescado, l’isola del Pesce, chiamata così per la sua forma. Questa isola è ripiena di Cactus alti fino a 3 metri, ha meravigliose grotte e rocce vulcaniche. Gli archeologi hanno ritrovato varie mummie in questo sito, che probabilmente aveva un valore sacro: una specie di oasi in mezzo a questo deserto ad altissima quota. Era conosciuto infatti anche come Inca Huasi, casa dell’Inca.

Il sale, come si sa, ha potenti pregi di disinfezione e di purificazione energetica: entrando in questo immenso catino di Sale, si percepisce qualcosa di particolare, che è difficile descrivere e vi invito a viverlo insieme nel prossimo viaggio del Perù e Bolivia Visionari.

Dopo il mio peregrinare in questa zona, così vicina al Cile e all’altro famoso deserto, quello di Atacama, sono velocemente tornato a Cuzco per incontrare Lorenzo e accogliere i nuovi viaggiatori che stavano arrivando. Viaggiatori che sono ormai cari amici e con i quali abbiamo condiviso momenti indimenticabili. Ciò che sicuramente accadrà anche con te, questa estate, unendoti al Viaggio nel Perù e nella Bolivia Visionari.

Che il Viaggio abbia inizio.

CHAKRUNA!

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